DAL DIARIO DI MINA è un testo a cui tengo molto.
Grazie per le belle parole che hai scritto.
Buona serata, e a presto!
Franz dice:
Echi tragici dell’antico mito: eros e thanatos intrecciati indissolubilmente.
“Gemiti di piacere risvegliano il mio gelido corpo. Riecheggiano per tutto il cimitero.”
Di tutto l’intenso e appassionato brano, di ‘narrazione in versi’, lo trovo uno dei passaggi più efficaci, grazie al suo impatto acustico: difficile non essere scossi da un certo brivido.
Ma interpreto bene quel 17 gennaio 1894 come data di composizione ? Quindici anni fa dovevi essere quasi una bambina…!
Bellissima questa espressione di vita, tanta verità dietro a parole che diventano poesia, verità che non fa male, perché da tutti riconosciuta e vissuta, anche se da tutti mistificata e negata, perché l’ammetterne l’esistenza renderebbe veramente perduti.
L’eterna ricerca dell’assoluto che sovrasta e rende volutamente sinuosamente perduti, il desiderio di perdersi ci rende ogni volta stupiti, pronti a mentire a tutti e specialmente a se stessi, pur di non rinunciare a quell’anelito di vita che sembra donare l’unico senso, ogni attimo diventa quello più bello, tutto appare come vogliamo che sia, fino ad accorgersi che se ne dichiara la fine, la morte, ed allora si è pronti nel dire che tutto doveva avvenire, ineluttabile, perché il punto del non ritorno era stato inesorabilmente superato.
Per fortuna che tutto quel patire, quel sentirsi morire è solamente una scusa per darsi il tempo di curarsi e di ripartire.
Ciaooo neh!
Lorena dice:
Cara Giò, veramente splendido questo testo. E’ accattivante, profondo, intriso di sensualità, di morbosità e di attrazione che e allo stesso tempo vorrebbe respingere, ma il richiamo è continuo e cede: sa chi ha davanti, sa cosa l’aspetta, ma è fatalmente attratto, è come il richiamo di ulisse, in mezzo al mare, delle sirene… Veramente bello. Complimenti. Un bacio e un abbraccio. A presto ) Lorena.
“Eros e Thanatos” è un binomio che mi ha sempre affascinato.
Perplesità sulla data di composizione del testo (1894)? Diciamo che i miei CENTOTRENTA anni me li porto veramente bene…
Un bacio!
@ ALANFORD
Come sempre, le tue belle immagini poetiche racchiudono in sè saggezza e profonda sensibilità…
Felicissima di leggerti!
A presto!
@ LORENA
Ciao Lorena,
il tuo paragone con le sirene di Ulisse mi è piaciuto molto.
Grazie per i bei complimenti, e sopratutto grazie per essere una lettrice sempre presente!
Un abbraccio con tutto il cuore, amica mia!
Franz dice:
Devi avere certamente patteggiato l’eterna giovinezza col diavolo…
Beh, nell’invertire mentalmente le cifre centrali dell’anno 1894 ho involontariamente confermato la curiosa tesi contenuta qui.
Ciao Franz, la curiosa tesi pubblicata è vera!
E’ per questo che quando si scrive un testo e scappa un refuso, spesso, anche rileggendo lo scritto più volte non ce ne accorgiamo. (Infatti, i “professionisti della scrittura” consigliano di rileggere il testo al contrario partendo dall’ultima parola, a salire!)
Ogni tanto un pò di “gotico” ci vuole…
Buona lettura
Dannatamente forte, fin dentro i muscili, le vene… da far esplodere il cuore, ogni nervo teso verso l’altro.
MI piace.
@CIELOLIBERO
DAL DIARIO DI MINA è un testo a cui tengo molto.
Grazie per le belle parole che hai scritto.
Buona serata, e a presto!
Echi tragici dell’antico mito: eros e thanatos intrecciati indissolubilmente.
“Gemiti di piacere risvegliano il mio gelido corpo. Riecheggiano per tutto il cimitero.”
Di tutto l’intenso e appassionato brano, di ‘narrazione in versi’, lo trovo uno dei passaggi più efficaci, grazie al suo impatto acustico: difficile non essere scossi da un certo brivido.
Ma interpreto bene quel 17 gennaio 1894 come data di composizione ? Quindici anni fa dovevi essere quasi una bambina…!
Ciao Gio’, un saluto e un abbraccio.
Franz
Bellissima questa espressione di vita, tanta verità dietro a parole che diventano poesia, verità che non fa male, perché da tutti riconosciuta e vissuta, anche se da tutti mistificata e negata, perché l’ammetterne l’esistenza renderebbe veramente perduti.
L’eterna ricerca dell’assoluto che sovrasta e rende volutamente sinuosamente perduti, il desiderio di perdersi ci rende ogni volta stupiti, pronti a mentire a tutti e specialmente a se stessi, pur di non rinunciare a quell’anelito di vita che sembra donare l’unico senso, ogni attimo diventa quello più bello, tutto appare come vogliamo che sia, fino ad accorgersi che se ne dichiara la fine, la morte, ed allora si è pronti nel dire che tutto doveva avvenire, ineluttabile, perché il punto del non ritorno era stato inesorabilmente superato.
Per fortuna che tutto quel patire, quel sentirsi morire è solamente una scusa per darsi il tempo di curarsi e di ripartire.
Ciaooo neh!
Cara Giò, veramente splendido questo testo. E’ accattivante, profondo, intriso di sensualità, di morbosità e di attrazione che e allo stesso tempo vorrebbe respingere, ma il richiamo è continuo e cede: sa chi ha davanti, sa cosa l’aspetta, ma è fatalmente attratto, è come il richiamo di ulisse, in mezzo al mare, delle sirene… Veramente bello. Complimenti. Un bacio e un abbraccio. A presto
) Lorena.
@ FRANZ
“Eros e Thanatos” è un binomio che mi ha sempre affascinato.
Perplesità sulla data di composizione del testo (1894)? Diciamo che i miei CENTOTRENTA anni me li porto veramente bene…
Un bacio!
@ ALANFORD
Come sempre, le tue belle immagini poetiche racchiudono in sè saggezza e profonda sensibilità…
Felicissima di leggerti!
A presto!
@ LORENA
Ciao Lorena,
il tuo paragone con le sirene di Ulisse mi è piaciuto molto.
Grazie per i bei complimenti, e sopratutto grazie per essere una lettrice sempre presente!
Un abbraccio con tutto il cuore, amica mia!
Devi avere certamente patteggiato l’eterna giovinezza col diavolo…
Beh, nell’invertire mentalmente le cifre centrali dell’anno 1894 ho involontariamente confermato la curiosa tesi contenuta qui.
Ciao Gio’, un bacione a te !
Franz
@ FRANZ
Ciao Franz, la curiosa tesi pubblicata è vera!
E’ per questo che quando si scrive un testo e scappa un refuso, spesso, anche rileggendo lo scritto più volte non ce ne accorgiamo. (Infatti, i “professionisti della scrittura” consigliano di rileggere il testo al contrario partendo dall’ultima parola, a salire!)
Buona domenica!
Buona giornata Giovannella!!!
Anche a te Cielo! (Qui piove a dirotto!!!)
“Ehi tu, sappi che sono sporco, sporco, sporco”…
Ecco il titolo: il mio LORDO!!!
@ BOKK74
Gradisce un pò di sapone, monsieur…
Au revoir, mon cher!