ANIMA DONNA di Giovanna Amoroso











{15 Ottobre 2009}   DAL DIARIO DI MINA…

 

13651~Vampiro-Posters

 

DAL DIARIO DI MINA

 

17 GENNAIO 1894

 

Quell’uomo…

Così distinto, elegante, gentile.

Non comune, non banale.

Aspetta me, soltanto me.

In quel cimitero.

Un appuntamento fisso. Una certezza.

Curiosità, pietà, o forse attrazione.

No… Attrazione no! Non è possibile.

Solo le anime dannate e perdute sono stregate dalla mia presenza.

Il fascino oscuro del maligno.

Il mio dolce Lord è una creatura angelica. Un buono.

La sua anima è limpida come acqua di sorgente. Lo sento.

E allora cosa? Cosa lo spinge fra le mie braccia ogni notte?

Forse un sentimento: che sia Amore?

Già, l’amore per una vampira. Per una creatura destinata a

vivere nelle tenebre. L’eternità della sofferenza.

Le sue mani da pianista, la sua bocca sensuale, il suo ardore,

il suo sangue.

Il mio Lord, una sublime irrinunciabile preda…

Gemiti di piacere risvegliano il mio gelido corpo. Riecheggiano

per tutto il cimitero. Una melodiosa cantilena.

Sento ancora il suo odore sulla mia pelle. Sulle mie labbra,

sul mio seno, sul mio ventre.

Il mio Lord…

Un amore eterno, divino, unico.

Ricerca infinita, estenuante, difficile.

Gli altri uomini sono stati solo una sorta di “addestramento”

per prepararmi all’estrema estasi. Niente di più.

Prima di lui, il nulla.

Non un’antica leggenda, ma tangibile realtà.

Secoli di vagabondare alla ricerca della perfezione non sono

stati vani.

No, non posso. Il mio Lord!

Sono un essere ripugnante!

Ho condannato un puro, un innocente, l’unico uomo degno

di esistere, a subire la mia stessa triste condanna.

Il mio Lord, un’anima persa!

Cosa ho fatto… Ho trascinato un angelo nella sofferenza degli

inferi.

No, non lui. Chiunque, ma non lui.

Lacrime di sale sul mio viso. Brividi di angoscia lungo il

mio corpo.

Ma, forse… Sono ancora in tempo! Una via d’uscita esiste.

«Amore mio, ti prego uccidimi! Trafiggi il mio cuore sofferente.

Ti prego…Mio dolce angelo…»

 

La mia preghiera non fu ascoltata. Il “non-ritorno” fu oltrepassato.

Mina e il Lord:

 

DANNATI PER L’ETERNITÀ

 

Giovanna Amoroso

ANTOLOGIA “RACCONTI SEPOLTI” – EDIZIONI IL FOGLIO – 2009



Ogni tanto un pò di “gotico” ci vuole…

Buona lettura



Dannatamente forte, fin dentro i muscili, le vene… da far esplodere il cuore, ogni nervo teso verso l’altro.
MI piace.



@CIELOLIBERO

DAL DIARIO DI MINA è un testo a cui tengo molto.
Grazie per le belle parole che hai scritto.

Buona serata, e a presto!



Franz dice:

Echi tragici dell’antico mito: eros e thanatos intrecciati indissolubilmente.

“Gemiti di piacere risvegliano il mio gelido corpo. Riecheggiano per tutto il cimitero.”
Di tutto l’intenso e appassionato brano, di ‘narrazione in versi’, lo trovo uno dei passaggi più efficaci, grazie al suo impatto acustico: difficile non essere scossi da un certo brivido.

Ma interpreto bene quel 17 gennaio 1894 come data di composizione ? Quindici anni fa dovevi essere quasi una bambina…! :o

Ciao Gio’, un saluto e un abbraccio.
Franz



alanford50 dice:

Bellissima questa espressione di vita, tanta verità dietro a parole che diventano poesia, verità che non fa male, perché da tutti riconosciuta e vissuta, anche se da tutti mistificata e negata, perché l’ammetterne l’esistenza renderebbe veramente perduti.

L’eterna ricerca dell’assoluto che sovrasta e rende volutamente sinuosamente perduti, il desiderio di perdersi ci rende ogni volta stupiti, pronti a mentire a tutti e specialmente a se stessi, pur di non rinunciare a quell’anelito di vita che sembra donare l’unico senso, ogni attimo diventa quello più bello, tutto appare come vogliamo che sia, fino ad accorgersi che se ne dichiara la fine, la morte, ed allora si è pronti nel dire che tutto doveva avvenire, ineluttabile, perché il punto del non ritorno era stato inesorabilmente superato.

Per fortuna che tutto quel patire, quel sentirsi morire è solamente una scusa per darsi il tempo di curarsi e di ripartire.

Ciaooo neh!



Lorena dice:

Cara Giò, veramente splendido questo testo. E’ accattivante, profondo, intriso di sensualità, di morbosità e di attrazione che e allo stesso tempo vorrebbe respingere, ma il richiamo è continuo e cede: sa chi ha davanti, sa cosa l’aspetta, ma è fatalmente attratto, è come il richiamo di ulisse, in mezzo al mare, delle sirene… Veramente bello. Complimenti. Un bacio e un abbraccio. A presto :-) ) Lorena.



@ FRANZ

“Eros e Thanatos” è un binomio che mi ha sempre affascinato.

Perplesità sulla data di composizione del testo (1894)? Diciamo che i miei CENTOTRENTA anni me li porto veramente bene…

Un bacio!

@ ALANFORD

Come sempre, le tue belle immagini poetiche racchiudono in sè saggezza e profonda sensibilità…

Felicissima di leggerti!

A presto!

@ LORENA

Ciao Lorena,
il tuo paragone con le sirene di Ulisse mi è piaciuto molto.
Grazie per i bei complimenti, e sopratutto grazie per essere una lettrice sempre presente!

Un abbraccio con tutto il cuore, amica mia!



Franz dice:

Devi avere certamente patteggiato l’eterna giovinezza col diavolo… :evil:
Beh, nell’invertire mentalmente le cifre centrali dell’anno 1894 ho involontariamente confermato la curiosa tesi contenuta qui.

Ciao Gio’, un bacione a te ! :-)
Franz



@ FRANZ

Ciao Franz, la curiosa tesi pubblicata è vera!
E’ per questo che quando si scrive un testo e scappa un refuso, spesso, anche rileggendo lo scritto più volte non ce ne accorgiamo. (Infatti, i “professionisti della scrittura” consigliano di rileggere il testo al contrario partendo dall’ultima parola, a salire!)

Buona domenica!



Buona giornata Giovannella!!!
:-)



Anche a te Cielo! (Qui piove a dirotto!!!)



Bokk74 dice:

“Ehi tu, sappi che sono sporco, sporco, sporco”…
Ecco il titolo: il mio LORDO!!!



@ BOKK74

Gradisce un pò di sapone, monsieur…

Au revoir, mon cher!



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