ANIMA DONNA di Giovanna Amoroso











bosco%202

 

 

(Dialetto savonese)                          (Traduzione)

 

U BOSCU D’UTTUBRE             IL BOSCO D’OTTOBRE      

 

Castagnne,                                               Castagne,

han sèmpre levau a famme                   hanno sempre saziato

a-u cuntadin;                                           il contadino;

 

Sanguin,                                                   Funghi,

u cavagnu cin;                                         ogni giorno un cestino colmo;

 

Fenuggiu,                                                 Finocchio selvatico,

a me lalla                                                  con i suoi semi,

gh’ha faitu i “baxin”;                             mia zia ha cucinato i “ baxin”(dolce locale);

                                                                                                      

U boscu                                                    Il bosco

grossu o pìccenìn,                                   grande o piccolo che sia,

u dà sèmpre tantu                                    dona sempre tanto

e nu pia mai                                             e non pretende mai

 

Ninte…                                                    Nulla…

 

 

 

 

Lirica in dialetto savonese, finalista alla sesta edizione del premio di poesia e letteratura ligure “AMIXI DA RIUNDA”.

 

 

 



Lorena dice:

…brava GIOVANNA, mi proprio indovinati e centrati i versi di questa poesia. In poche e sapienti parole, esprimi non solo il mese di ottobre ma tutto l’autunno, con i prodotti dei boschi, e con i colori che variano tra il marron bruciato e il marron scuro. Di più mi è piaciuta la versione in dialetto savonese. E se vuoi saperlo, in dialetto l’ho letta a voce alta a mia figlia, la quale si è messa a ridere a crepapelle, per la mia pronuncia che non è proprio simile a quella delle tue parti. Comunque, come trovo una poesia in dialetto bolognese te la invio con l’opportuna traduzione, ovviamente. Un bacio grande con altrettanto abbraccio ^_^ Lorena. A presto.



Franz dice:

La semplicità dell’espressione popolare ha sempre una forza evocativa e un’armonia per me irresistibile.
Il dialetto poi, questo molteplice ricchissimo patrimonio purtroppo destinato ad estinguersi, contribuisce e amplifica il senso di magia e di classica essenzialità.
Un grazie per questo bell’assaggio di poesia dialettale, di castagne e di bosco.

Ciao Gio’, un abbraccio.
Franz



@ LORENA

Ottobre è il mio mese preferito. I suoi frutti, i suoi odori, la sua magica atmosfera…
Il bosco in questo periodo è uno scrigno prezioso che racciude in sè prelibate gemme.
Ricordo con nostalgia, di quand’ero bambina, le camminate nel bosco insieme a mia nonna in cerca di castagne… Ora mia nonna non c’è più, e quei bei momenti mi mancano tanto…

P.S: Attendo con piacere la poesia in dialetto bolognese! Se la trovi pubblicala in questo post, ci tengo tanto. Adoro i bolognesi!

@ FRANZ

Caro amico mio,
come sottolinei tu, il dialetto è una lingua destinata a scomparire (purtroppo!).
Personalmente lo considero un patrimonio importante, le nostre antiche radici sono rinchiuse in questa lingua.
Ad esempio, il dialetto ligure è un mix tra il francese e l’arabo, e il “suono” di questa lingua è praticamente sconosciuto alle nuove generazioni. Io conosco il savonese grazie a mio nonna. Insegnandomelo mi ha fatto un bellissimo regalo…

A presto!



Il Milord dice:

Sulla tua verità
Opra novella, poich’hai dimostrato
I vizi e le virtù d’umana vita,
Consiglia che ciascun anzi l’uscita
Proveggia bene a suo eterno stato:
Poi venga lode, grazia e riverenza
All’infinita e superna eccellenza,
La quale in sua pietade
Ti ha spirato per la veritade!

(Graziolo Bombagiuoli, 1311, Notaro e Patrizio Senatore in Bologna, il primo poeta che tradusse questa poesia dal “l’Antìc Bugnéis”.)

‘Edla sùpre la tò veritè
Ed ‘l nòvo dìr, c’am fàtt vèdar,
l’pòss ed bòn ed la vida dl’òmen,
sòff pàr l’ùn, ed fòr,
capèss ad’à bòn quel ch’lè l’esser:
Venèss dabòn, muvenz e revrenz,
dl’à grànd ‘nfinì ezzellànz,
què, ‘nte la sò bountè,
t’é ‘nspirè la veritè!
(Bulàgna, ad l’An de 1311 ed Nòus Signàur, Grazièl Bambazòl)

Cordialità



follettabacibaci dice:

Sono riuscita a passare, buonasera e grazie a te di essere presente nel mio giardino. Stasera cena di famiglia con figliagrande, fidanzato che oggi compie gli anni, padre di figliagrande detto ex marito, due garbasisi :-? , e mi sono dovuta comportare pure bene, niente follie. Ok ok, cuore di mamma. Però mò so tornata a casucciamiabella, fuori diluvia che non ti dico e mi godo il MIO bosco che tu hai descritto così bene. I colori dell’autunno mi appartengono, amo i rossi i marroni e gli oro che si fondono in un abbraccio, mi piace il profumo dei funghi dopo la pioggia e il bruciare delle castagne nel camino, l’odore del finocchio selvatico e il suo sapore nelle patate al forno :oops: mi fai assaggiare il baxin???
Sono contenta che ti sia piaciuto il mio nuovo post, aspetto con ansia l’inaugurazione del B&B (che non è Brigitte Bardot maschietti), sarò felice di farti una sorpresa. Sono stata prolissa lo so, però riesco a passare da te così di rado, perdonata vero????
Un bacio e un abbraccio “di sole” a te ed Ivan, Folletta baci baci



follettabacibaci dice:

P.S. dimenticavo, anche genitori di fidanzato che è militare di carriera e padre colonnello, povera io :cry:
Aribacibacibacibaci



alanford50 dice:

Il bosco, che grande fonte di sogni e di libero sfogo alla mia immaginazione, mi rivedo bambino quando in divisa da scout, ne percorrevo correndo felice i sentieri, ogni cosa aveva la capacità di assumere la forma che più mi piaceva, che struggenti ricordi, i mille giochi notturni, alla luce di una pila a rincorrere la mia innocente fanciullezza, quanto rispetto ed anche un po’ di paura, il correre e rincorrere il mio tempo di sogno, il fuoco notturno, le tende ed i canti prima del sonno, l’ascoltare il suo lento respiro che ci sussurrava e ci donava l’imponenza del suo vivere quasi eterno, le foglie, le piante, i sentieri, i torrenti. I colori e gli odori, che ancora adesso con un minimo sforzo io sento e rivedo.
Ciaooo neh!



Lorena dice:

Cari amici scusatemi il misero contributo e la mia scarsa presenza sui vostri blog. Ma pur non perdendo di vista assolutamente l’andamento sul piano sociale e pubblico, sempre più misero e vergognoso di noi italiani, faccio quel che posso: seguo ascolto interpreto, leggo, quando ho l’opportunità, faccio come qualche altro amico di blog, parlo a braccio –non dico in piazza Maggiore-, dove mi capita e dico il mio sentire e il mio pensiero buttando fuori tutta la mia amarezza. Ma purtroppo nella mia vita, accanto ad “acuti” di serenità personale ritrovata, convivono di pari passo “acuti” di terribile dolore, di vita appesa ad un filo sottilissimo quasi invisibile. La piccola Gaia (la figlia di mia nipote di nove mesi) , non solo è di nuovo in terapia intensiva alla cardiologia pediatrica del Sant’Orsola , ma da ieri sera l’hanno messa sotto ossigeno perché non respirava….più un numero indefinibile di tubicini attaccati al suo piccolo ed esile corpicino. Ovviamente i genitori di Gaia vogliono vicine solo le loro mamme. Ed ieri sera alle venti è quanto mi ha raccontato mia sorella (la nonna di Gaia). Tutti con i cellulari accesi giorno e notte ad aspettarci il peggio o il meglio che la vita vincerà ancora sulla morte. DEVE VINCERE. So che mi siete tutti vicini che mi amate come io amo voi. Comincio così questo lunedì e questo inizio settimana. Ce ne saranno dei migliori. Un abbraccio profondo ed intenso a tutti voi e grazie di esserci e di ascoltarmi. Lorena.



@ MILORD

Carissimo Milord,

bentornato nella mia dimora!
Sono felice di leggere questo suo bello ed inaspettato intervento.
Per quanto riguarda la letteratura, lei resterà sempre il mio GRANDE MAESTRO… Su questo non ci piove!
Spero di leggere presto altri suoi commenti… Per me è un bellissimo regalo poterla ospitare in queste pagine.

Per dimostrarle l’ammirazione e l’affetto che provo per lei, le dedico una canzone che adoro della grande Edith Piaf:

http://www.youtube.com/watch?v=rgWvmIR5bww

A presto!



@ FOLLETTA

Allora compro in pasticceria un vassoio di BAXIN tutti per te!!! Sono dolcetti (in italiano BACI) di pasta morbida al cioccolato e con la crema al cacao in mezzo!!!
Ti aspettto al mio B&B, così ce ne faccciamo una scorpacciata insieme!

Baci baci



@ALANFORD

Che bellissima atmosfera hai descritto…
Emerge tutta la sensibile e malinconica anima di un vero poeta…

Serena giornata



@ LORENA

Coraggio cara amica mia, vedrai che tutto si sistemerà presto.
Fatti forza e vedrai che la piccola tornerà presto a casa.
Tienimi informata.

Un abbraccio con tutta l’anima.



follettabacibaci dice:

Ma vengo anche prima dell’inaugurazione, di fronte a certi argomenti posso anche dormire sul tappetino davanti la porta di casa.
Passaggio da pc di collega, dopo rientro nei miei appartamenti.
Baci baci Folletta



@ FOLLETTA

Benissimo, mi precipito subito in pasticceria ad ordinare cinque-dieci chili di baxin!!!!!

Baci baci



che belle cose scrivi,
anche se fuori è brutto danno un certo calore nonostante si parli di autunno, ma penso a quell’autunno mite che ancora ci scalda..
un bacio



Lorena dice:

Eccomi di nuovo a voi cari amici. Sono le 22,30 di questo lunedì nefasto cominciato male e sta finendo peggio che di più non si può. Oggi alle 16 e 40 l’angioletto di casa: la nostra Gaia di nove mesi e dodici giorni se ne è andata per sempre. Non ce l’ha fatta la MORTE HA VINTO SULLA VITA. Alla cardiologia pediatrica insieme a mia sorella, a mia nipote, al marito e all’altra nonna, ho tanto pianto, non piangevo così dalla morte di mia madre (dicembre 2006). Stasera eravamo tutti là a casa dei genitori di Gaia. I prossimi giorni avranno tutte le incombenze burocratiche, pompe funebri, il funerale ecc. Le nonne gli daranno una mano a sgombrare le cose della piccola. Una frase mi ha colpito di mia nipote: come faremo, nel tempo, quando, non te lo aspetti, ti illudi che per un po’ si sia assopita la parte più attonita del dolore e ti rendi conto che quel vuoto, quel posto, quella “sedia del cuore” inesorabilmente vuota niente e nessuno la può occupare. Improvvisamente, poi, …ti salta fuori un suo calzino o un suo oggetto… e qui avrei voluto risponderle è un’agonia senza fine, non smetterai mai di soffrire, è come un magma incandescente che ti arde dentro, per un po’ lo tieni tappato, diciamo “sotto controllo”, poi basta un nonnulla e quel tappo esplode e il magma fuoriesce senza limiti, più vivido e bollente che mai, come il sangue zampillante di una ferita che non riesce neppure a formare i lembi perché inizi a rimarginarsi, ci convivi, ci convivi, per forza, col dolore, ma ti logora continuamente, senza tregua, inesorabilmente ti brucia e ti arde dentro, nell’anima, nei pensieri, nel cuore e nel cervello. Tutto il tempo che sono stata al capezzale di Gaia mi sono chiesta e ho chiesto, quali e quante prove dovrà ancora affrontare la mia famiglia. Io che a Natale ed in occasione del suo primo compleanno (il 31 dicembre) le volevo regalare il seggiolone, su cui avrebbe mangiato tante pappe…ed invece… E sabato buttando delle carte, in casa mia, ho trovato un biglietto con queste parole di mia madre :”Alla cara dolce figlia: -meriti il mondo ma ti do solo il cuore. Mamma-“ ho pianto a lungo… Gia’ due pezzi del mio cuore sono morti con la scomparsa di mio cognato e poi di mia madre, oggi un terzo pezzo è volato via con Gaia. Ancora un grazie di cuore a tutti voi. A presto. La vostra Lorena.



alanford50 dice:

@LORENA

Per quanto possa valere un pensiero, un attimo che sa di preghiera, anche se di un non credente, sono vicino a quella bimba innocente con tutta la positività di cui sono capace.

Ciao.



Bokk74 dice:

Er vernacolo? Pensa te…
Esiste ancora?



Certo che esiste… basta solamente tenerlo in vita!



Bokk74 dice:

Io invece… cerco di darle il colpo di grazzia! :-) http://bokk74.blog.kataweb.it/2006/12/04/li-vecchierelli/



@ BOKK74

Molto bella questa tua lirica. Dolcissima…
Pura poesia (dialettale!)



Bokk74 dice:

Il romanesco (per quanto italianizzato, come quel che uso io) almeno ha il pregio di poter essere “inteso” anche da non romani… per quanto non sia facile!



@ BOKK74

Hai perfettamente ragione.
Il romanesco è una lingua comprensibile, a differenza del ligure che è uno dei dialetti italiani più difficili da capire. (Ciò a causa delle influenze arabe e francesi che la lingua ha subito nel tempo.)



Bokk74 dice:

Anche il romanesco stretto un po’ lo sarebbe… ma poi non lo capirebbe manco un romano… come d’altro canto, anche il ligure, e tutti i dialetti in generale, ormai, sono incomprensibili anche alla maggioranza degli stessi “abboriggeni”.



Lascia un commento

eccetera